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Racconti

venerdì 28 luglio, 2017

Interviste ai Ranndonneurs: Giuseppe Leone

Interviste ai Ranndonneurs: Giuseppe Leone

“La bicicletta è il mio passaporto per affrontare emozionanti viaggi nel mondo”

 

Fano - Domenica parteciperà alla Londra Edimburgo Londra la più grande sfida ciclistica della Gran Bretagna. Si disputa ogni quattro anni e prevede un percorso che va da Londra a Edimburgo e ritorno in meno di cinque giorni. 1480 chilometri da pedalare attraverso un’incredibile varietà di paesaggi, dalle dure salite dei Monti Pennini e delle Lowlands Scozzesi, alle paludi del Norfolk e del Lincolnshire. Sarà possibile attraversare l’Humber Bridge, ammirare la famosissima residenza di Castle Howard e passare attraverso innumerevoli villaggi inglesi e scozzesi. La manifestazione è valida quale terza prova del Granbrevetto Randonnée Europe Challenge che prevedeva la partecipazione alla Paris – Brest – Paris (2015)1001 Miglia Italia (2016)Londra – Edimburgo – Londra (2017) e per la stagione 2018 un brevetto a scelta superiore a 1200 chilometri ( MGM o il "nuovo" Alpi4000). “Domenica prenderò il via alla prova londinese – sottolinea Giuseppe Leone – poi la prossima stagione parteciperò alla Madrid- Gijon- Madrid di 1250 km per completare le prove che danno diritto al brevetto continentale”.

Marchigiano di Fano, 66 enne ex direttore di banca, da oltre venti anni Giuseppe Leone pratica ciclismo. E’ tesserato per la società Fanese di cui è stato presidente per quattro anni ed oggi è l’unico ciclista, tra gli ottanta associati, a partecipare alle randonnée. I primi capitoli della sua storia amatoriale lo hanno visto assiduo granfondisti, ha partecipato ad oltre 250 granfondo, poi alcuni amici di Senigallia, appassionati randagi, lo hanno convinto a partecipare alla Parigi – Brest – Parigi. E dopo quella splendida esperienza è scoppiata la passione, la voglia di un ciclismo nuovo, lontano dalla pratica agonistica. Un ciclismo che permetta di scoprire le bellezze del Belpaese, mantenere uno stato di forma ottimale e soprattutto socializzare con quanti condividono la tua stessa passione.

 

Tra i suoi obiettivi anche la conquista del Granbrevetto l’Italia del Gran Tour, costituito da quattro prove: la 1001 Miglia svoltasi nel 1996, la 999 Miglia tenutasi quest’anno, la Alpi 4000, in programma a luglio 2018 e la Isole 6+6 che si terrà nel giugno 2019. “Proprio in occasione del Meeting d’Autunno dell’ARI organizzato lo scorso ottobre a Teano ho conosciuto Giuseppe Gallina, che ha magnificamente organizzato i due giorni di lavori unendo una ciclopasseggiata alla conferenza. Grazie alla sua passione e competenza ci ha permesso di scoprire un territorio affascinate e ricco di bellezze. Io –continua Leone – nonostante mi fossi documentato prima di partecipare all’evento sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla ricchezza del territorio campano e in particolar modo dell’alto casertano. Da quel momento ho deciso che parteciperò a tutte le iniziative organizzate da Gallina, ma soprattutto scenderò più frequentemente in questo angolo della nostra penisola”

  • Parteciperà anche alla Randonnée Reale del 1 ottobre?

“Io sono soltanto un ciclista, appassionato ma rappresento una sola unità nel mondo delle due ruote, comunque non farò mancare il mio apporto in termini di presenza nelle iniziative organizzate dalla società Veloclub Ventocontrario. Giuseppe Gallina ha avuto la forza e la determinazione di realizzare in soli tre anni programmi che in altre regioni della nostra penisola non hanno mai raggiunto gli obiettivi prefissi. Invito tutti gli appassionati a beneficiare dell’intraprendenza di questi dirigenti per divertirsi in sella alla propria bicicletta e scoprire angoli incantati della nostra bella Italia”.

  • Che cosa la spinge a svolgere questo tipo di attività?

“Raggiunta la pensione e vivendo in una regione ricca di affascinanti percorsi come quella marchigiana, avrei potuto accontentarmi di pedalare anche con cadenza giornaliera lungo le mie strade e nelle regioni limitrofe altrettanto ricche di percorsi e bellezze naturali. Ma io non amo ripetere i percorsi lungo i quali ho già pedalato. Mi piace conoscere posti nuovi e pedalare insieme a persone che non conosco. Io ho partecipato a 250 granfondo – continua Leone – durante le gare fissi la ruota del ciclista che ti precede e continui a pedalare, non riesci a stabilire un contatto, a condividere esperienze come durante le randonnée. Io sono convinto che ogni tipo di attività sportiva è utile se svolta nel giusto modo. E amo dire che finché il gusto di pedalare supera la fatica sono determinato a svolgere qualsiasi sacrificio. Fortunatamente la bicicletta ti regala l’opportunità di vedere una stessa cosa da angolazioni diverse”.

  • Tipo?

“L’attività agonistica ti porta inevitabilmente ad un confronto con te stesso e gli altri. Alla lotta contro il tempo, anche solo per soddisfazione personale, a volte a fare anche passi azzardati. Il randagio è invece colui che compie autentiche imprese, basti pensare gli oltre mille chilometri che vengono pedalati in soli cinque giorni, ma il suo obiettivo primario è quello di tutelare il suo stato di salute e conoscere il mondo che lo circonda. Durante una randonnée fai comunque fatica, ma non sei sempre al massimo delle tue possibilità fisiche. Qui la prestazione è data dalla durata dell’attività, non dai watt che riesci ad esprimere in salita. E’ importante conoscersi, conoscere i propri limiti, per gestire la propria partecipazione ad una randonnée. La bicicletta ti permette di annullare gli aspetti negativi dello stress, di un mondo che ci ha fatto accelerare per produrre sempre lo stesso reddito”.

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